La bellezza è negli occhi di chi contempla

La mia Pasqua una settimana prima

La mia Pasqua una settimana prima

Non mi sento poi così vecchia, anche se ormai da un giorno ho varcato la soglia dei 40 anni, eppure in questi giorni ricordavo che da ragazzina era per me consuetudine andare a fare acquisti prima delle festività di Pasqua, quello sarebbe stato il vestito per il giorno di Pasqua ed era così per noi piccoli come per i grandi; in particolare mia mamma ne approfittava per “rinfrescare” l’armadio di casa con qualcosa di carino da mettere per il “dì di festa” (giusto per riportare le parole di una nota poesia).

Parlavo proprio di questo con la mia parrucchiera di origine rumena, un po’ perché mi piace scoprire tradizioni di altri paesi ma soprattutto scorgerne gli elementi comuni.

Si confidava con me sulle sue tradizioni di casa e si rammaricava che il “sentire” di quei tempi ormai non riusciva più a viverlo: “tutti i giorni sono uguali, non esiste distinzione tra domenica o giorno feriale tutto è uguale all’altro: si lavora per pagare debiti e bollette e si pensa solo a quello. In quegli anni eravamo forse anche con più difficoltà, ma la domenica restava domenica e si aspettava quel giorno con ansia, la Pasqua era poi una festa non solo della famiglia ma di tutto il vicinato, ed è questo senso di famiglia trasversale (anche tra vicini) che più manca”.

Per la mia parrucchiera, che è di rito ortodosso, sarà Pasqua domani e nel “vivere la mia Pasqua una settimana prima” mi son chiesta se non avere bimbi che scorrazzano per casa, che scandiscono il tempo con l’aspettativa delle vacanze, non possa appunto rendere tutto piatto; mi sono chiesta se i legami familiari, e non, si siano veramente sfilacciati, tutti presi dal lavoro ed a badare a quell’unico nocciolo di famiglia che se va bene consta di mamma-papà-figli.

A questo punto ci si potrebbe chiedere: ma allora la bella notizia della settimana dove sta?

 

Un po’ provocata dalle mie stesse riflessioni ho rinfrescato tradizioni di casa e fatto mie quelle di altri: colorare uova sode, abbellire un ramo con uova di pasqua e fiori.

Segni esteriori che forse non sono da meno di quelli interiori. Ho cercato di fare sentire mia nonna parte della famiglia, visto che ora vive in una casa di riposo, con ancora mille regole e mille restrizioni. Dopo che è venuto a mancare mio nonno, la aggiorno mensilmente con una letterina in cui inserisco foto di noi nipoti, augurandomi che anche lei possa vivere un po’ di speranza pur in questi suoi ultimi anni di difficoltà fisica e “lontananza” dai propri cari; purtroppo mia nonna non ha il cellulare né ha un telefono in stanza che può usare liberamente.

In quelle lettere “a senso unico” metto nero su bianco parole e frasi, che forse prima davo per scontate proprio perché le pronunciavo così velocemente. E così anche un biglietto di auguri di Buona Pasqua può in sé avere proprio quel senso di annuncio di Resurrezione, perché

“Chi ama, corre. Ha davanti agli occhi solo la persona amata. Deve raggiungerla, presto, subito. Soprattutto quando la vede impaurita, confusa e smarrita e ha una notizia sconvolgente e meravigliosa da darle. Corre con il pensiero e con l’anima, se non può con le gambe, ma corre (Stefano Corticelli sj)

Ed allora anche oggi Buona Pasqua, o come dicono i fratelli ortodossi “Cristo è Risorto, è veramente Risorto” e corriamo a dirlo a tutti.

Ilaria S.

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