Adorazione del Bambino, Lorenzo Lotto
(National Gallery of Art di Washington)
Natale è la nascita di Gesù: un simbolo universale che coinvolge miliardi di persone nel mondo. Una magia che ha una storia lunghissima e che ha conquistato i grandi maestri dell’arte di tutte le epoche. Ci sono grandi capolavori nella storia dell’arte che illustrano la Natività, diventando uno dei temi più rappresentati in pittura già a partire dal IV secolo.
La rappresentazione della Natività di Cristo ha origini antiche, infatti il momento della nascita di Gesù ebbe sempre una grande importanza ed un elevato valore simbolico per la comunità cristiana. Già nelle Catacombe di epoca romana, quando i primi cristiani erano costretti a professare la loro fede religiosa in clandestinità a causa delle persecuzioni, è possibile ritrovare esempi raffigurativi della Natività, semplici immagini di Maria che tiene in grembo il Bambin Gesù.
Successivamente, grazie all’editto di Costantino nel 313 i cristiani erano finalmente liberi di professare la propria fede senza la necessità di nascondersi nelle catacombe. Da quel momento per tutta la storia dell’umanità, la natività nell’arte è diventata un’assoluta protagonista.
Da questo punto di vista, si colloca “L’adorazione del bambino” di Lorenzo Lotto, un pittore lombardo attivo nel XVI secolo, soprattutto nell’Italia settentrionale.
La piccola opera, nata per la devozione privata, si trovava nella collezione del conte Morlani a Bergamo, successivamente nel 1937 la acquistò Samuel H. Kress, esportandola alla National Gallery of Art di Washington dove si trova oggi.
Per quanto riguarda l’opera, la Sacra Famiglia è evocata con un interessante gioco di contrasti tra luce e ombra, dovuto al fatto che la scena è vista dall’interno della capanna, dove Maria e Giuseppe stanno adorando il Bambino. Dalla porta si apre un paesaggio campestre, con tre angeli cantori che rasserenano la scena, mentre a sinistra, in ombra, si vede un crocifisso che ricorda il destino tragico di Gesù.
La particolarità dell’opera risiede nella raffigurazione di Giuseppe genuflesso che contempla il bambino, molto diversa dalle rappresentazioni tradizionali che lo vedevano discosto dalla scena centrale, quasi estraneo: in questa tavola Lotto ce lo presenta con un sorriso sul volto.
Lorenzo Lotto è un pittore che ha sempre curato i particolari, dando loro importanza anche se considerati oggetti del quotidiano, come la scala appoggiata alla capanna simbolo del sogno di Giacobbe. Il legno in basso a destra, invece, è un tradizionale rimando alla Croce, ma anche al lavoro di Giuseppe.
L’intensità del dipinto è racchiusa però, nel dialogo tra Madre e Figlio: questa si piega in avanti verso il figlio, carica di meraviglia, riconoscendo nell’umiltà della sua persona la grandezza dell’evento di cui è stata protagonista. Il Figlio che porge le braccia verso di lei e si muove, sorride, come a volerla rassicurare.
Lotto nella sua preparazione teologica ci racconta l’evento che cambierà la storia del mondo, un evento che inizia da una umile capanna, come se fosse un uomo come tutti gli altri.
Sofia Colnaghi
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