La bellezza è negli occhi di chi contempla

Domenica d’autunno

Domenica d’autunno

Domenica, castello di Masino, bene FAI.

Aria fresca autunnale, molto verde, tanta luce, senso di appagamento.

Esperienza di una meravigliosa giornata di colori autunnali da me dedicata al caro nipotino Andrea Enea, che, nonostante i suoi soli due anni, entrava quale nuovo, piccolo socio in questa splendida organizzazione.

Era quello di domenica il suo battesimo FAI !

Giornata davvero speciale quindi, tutta vissuta nell’attenzione ai suoi primi approcci e alle sue nascenti sensazioni.

Ma ancor di più è stato intenso il crescere della mia emozione quando incrociando il suo sguardo sui fiori con gli insetti che li succhiavano, sulle formiche che brulicavano sui tronchi, o guardando le sue spensierate corse su prati di un’erba tenerissima e perfino ascoltando le sue domande sulle galline, sulle fontane d’acqua, sul funzionamento del cannocchiale che gli permetteva di approcciare un panorama immenso, io, nonno, sono stato come richiamato alle prime esperienze di noi umani allorché, fin dai primi mesi, vogliamo spalancare gli  occhi per imparare tutto della vita, perché già cominciamo ad apprezzarne gioiosamente le istanze.

Sotto l’influsso di queste percezioni la mia mente ha sentito risuonare in sé la pagina biblica della Genesi con le sue due preziose parole: CUSTODIRE e COLTIVARE.

Si, l’ammirare le continue scoperte dei bambini e la serena giocosità che esse inducono nei loro piccoli cuori non può non spingere l’anima a meravigliarsi una volta di più del superbo dono della vita e di ogni suo  affascinante e molteplice aspetto: tutto ci chiama ad apprezzare e a CUSTODIRE  con cura attenta e paziente, perché spinti dal desiderio di serbare, per ogni frammento di quello che ci circonda,  il senso  profondo e vero che ci viene comunicato.

Certamente tutto ciò chiede anche la messa in campo di una retta capacità di vedere e di ascoltare, in piena coscienza e in totale consapevolezza, ma se così sapremo fare, davvero saremo inondati da una piena di sensi da custodire gelosamente nel cuore e proteggere attivamente nei fatti.

Custodire, nella sua più autentica accezione, significa il valorizzare le radici della nostra esistenza e le storie che ci hanno preceduto sulle quali abbiamo fondato ciò che siamo.

La fondazione tuttavia, pur di per sé importantissima, non è sufficiente ad esprimere il tutto.

Dobbiamo infatti avere saldi fondamenti soprattutto per COLTIVARE – ecco la seconda magica parola – i nostri progetti che, proprio perché nostri, qualificano la nostra singolare e unica presenza nel mondo.

Progetti che spesso si configurano – e così devono – come sogni da realizzare.

E i sogni – si sa – aprono al futuro, danno respiro all’anima….

Anche in questo caso l’importante è l’impegno che siamo chiamati a vivere per portare il nostro contributo allo sviluppo del mondo, inteso quale orizzonte delle opportunità che la vita ci fa incontrare giorno dopo giorno.

Come insegnava Heidegger siamo “gettati” nel mondo per vivere in esso il nostro essere e portare il nostro raggio di luce ad illuminare la buia foresta in cui, ogni giorno, camminiamo.

Custodire e coltivare due parole, quindi, che racchiudono un universo di significati e di comportamenti!

Dovrebbero essere sempre le linee guida delle nostre azioni per vivere pienamente la nostra dimensione di uomini sapienti.
E intanto Andrea Enea correva, correva, correva sorridendo alla vita che per lui è una progressiva apertura ad un tutto che lo aspetta con la giusta fecondità che lui cercherà di attuare.

Diego

 

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