La bellezza è negli occhi di chi contempla

Il profumo della terra

Il profumo della terra

Conoscete il profumo del tiglio, che in queste settimane sta avvolgendo i viali presenti nei nostri paesi? Ricordate l’odore dell’acqua che scorre nei canali o che ristagna nelle risaie? E il profumo dei fiori di camomilla che ancora riescono a sbocciare e maturare lì dove i diserbanti non la fanno da padrone? Il profumo resinoso degli aghi di pino quando vengono calpestati lungo i sentieri che attraversano i boschi? Conoscete il profumo dell’erba appena tagliata o del fieno che sta essiccando al sole di giugno?

Se la risposta a queste domande è si e potreste aggiungere altri profumi e odori che appartengono alla terra, siete fortunati. Molti dei nostri bambini e ragazzi non conoscono questi odori perché nessuno glieli ha fatti scoprire.

Qualche giorno fa con alcuni bambini di 7-8 anni abbiamo versato con le mani un po’ di terra argillosa in una fioriera, poi della torba umida. Tenendo in mano i due terreni distinti li ho invitati ad annusare: “sembra come quando piove”, “sono diversi!”, “ha l’odore del giardino”, “un po’ puzza!”, “c’è un insetto!”…. È stata un’esperienza inedita, per quanto semplice, per quasi tutti loro.

Si può amare ciò che si conosce, si conosce quando si fa esperienza e l’esperienza passa attraverso i nostri sensi.

Davvero preziosa è la possibilità del nostro tempo di assumere informazioni e nozioni in particolare dal mondo virtuale, ma ci si può innamorare del mondo che ci circonda e dei suoi abitanti, animali e vegetali, quando se ne fa esperienza.

È grande la responsabilità che abbiamo, come adulti, nei confronti delle giovani generazioni e della loro crescita: il passaggio da informazione a esperienza è decisivo; senza questo non si accenderà la passione per ciò che è bello e il desiderio di coltivarlo e custodirlo.

don Davide

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