La bellezza è negli occhi di chi contempla

La cassetta degli attrezzi

La cassetta degli attrezzi

In questi giorni mia figlia Maria Giulia mi ha fatto rileggere alcuni righe che le scrissi in occasione del suo quattordicesimo compleanno e che lei conserva come cosa bella.

Correva il gennaio 2002, più di 23 anni fa.

La ripresa di quel testo ha fatto riaffiorare meravigliosamente alla mia memoria gli stati d’animo che a quel tempo vivevano nel mio intimo e che, pur nella loro chiara diversità con il mio oggi, sono stati contributo ineludibile alla evoluzione di quello che sono io ora.

Ancora una volta ho così percepito l’importanza di saper cogliere come, in ogni giorno della vita, ciascuno sia continuamente chiamato a ricomprendersi, a rileggersi, a riproporsi alla luce di quella personale ricerca della propria totalità di senso che attraversa la nostra esistenza e a cui si ispirano le nostre scelte e da cui inevitabilmente derivano i nostri comportamenti e sviluppi nel futuro.

C’è una continuità ineludibile che scorre mirabilmente nel nostro tempo personale che è davvero solo nostra, anche se ogni giorno ci cogliamo diversi da ieri.

Questo marca la singolarità e irripetibilità della nostra presenza nel mondo.

In quei giorni del 2002, cominciavo a rendermi conto che mia figlia doveva giustamente aprirsi sempre di più al  mondo  che le veniva incontro e che parecchie sue scelte dovevano iniziare ad essere le sue, quelle per cui lei era lei.

Comprendevo come, piano, piano, ciò che la famiglia le aveva comunicato e insegnato doveva nei fatti, ed era necessario e importante che fosse così,  passare ad essere custodito in una sorta di sua “cassetta degli attrezzi”.

Con questa “cassetta” auspicavo lei potesse addentrarsi con coscienza sempre più nella vita adulta e riuscire ad operare le prime, personali scelte.

Questa “cassetta” era, per così dire, un ultimo sussurro di insegnamento paterno, una sintesi dell’amore incondizionato per lei, ormai conscio che il ruolo del padre doveva da quel giorno in avanti essere progressivamente connotato da un incondizionato “lascia che sia”.

Il tempo dello stare nel nido stava sempre volgendo al termine e “l’uccellino” doveva “volare verso i suoi cieli”, giorno dopo giorno. 

Era il sentimento di sentirsi, come deve davvero essere, più sfondo della sua vita, perché convinto che  una nuova una storia di vita avrebbe preso il largo, oltrepassandomi nel futuro che era il suo futuro.

Era un sentimento bello e pieno, perché in fondo rappresentava la cifra del sapersi ritrarre e lasciar spazio all’altro che deve esprimersi: era una manifestazione di amore!

 

Ecco desideravo condividere con voi oggi quella “cassetta”, perché è stata in parte una mia eredità ricevuta come figlio, arricchita come padre, depositata ora nel futuro come nonno …. una sintesi di attenzioni …. e poi perché  sono contento di percepire come abbia accompagnato bene la vita che Maria Giulia ha intrapreso!

 

 

10 gennaio 2002

A Maria Giulia, nostra figlia diletta

Apprezza sempre la simmetria dell’esistenza: ovunque c’è un positivo vicino alberga un negativo, dove un alto un basso, dove il bello vicino c’è il brutto, dove il buono, il cattivo e così via. Non credere mai troppo ad un estremo, saresti troppo lontana dall’altro!

Apprezza sempre il tuo pensiero: nonostante tutti gli insegnamenti e gli aiuti che riceverai, ti troverai spesso sola e dovrai decidere sulla base delle tue convinzioni e dei tuoi ragionamenti!

Apprezza sempre il tuo corpo: è il meraviglioso involucro che ti accompagnerà per tutta la vita: Rispettalo, non chiedere troppo da lui, ma anzi osserva come, pur nella sua complessità, sia così fluido nei suoi atti e nelle sue manifestazioni.

Ama la vita: è il dono più grande che hai ricevuto, non sprecarla in nessun modo, per nessuna ragione e nessuna persona!

Ama il mondo che ti circonda: cerca sempre di essere in sintonia con lui, seguilo nei suoi mutamenti e non fermarti mai anche se ti sembra di essere stanca: interessati alle sue evoluzioni e sappi che quello che vivi oggi è relativo all’oggi, domani sarà diverso!

Poniti sempre una meta: indirizza il tuo cammino e tieni stretta, con dolcezza, la barra del timone. Cerca il traguardo, non importa tanto raggiungerlo, ma è importante cercarlo e porselo!

Ricordati che il tempo tutto trasforma: quello che oggi appare bello può diventare brutto, ma il dolore di una cattiva esperienza oggi può essere di apertura ad un nuovo orizzonte domani. Ritieniti sempre in viaggio e guarda dal finestrino!

A proposito di tempo: lavora assiduamente per costruire, ma non dimenticare che la tua costruzione non reggerà al tempo e finirà anch’essa. Nonostante questo lavora sempre con passione!

Sopporta le diversità di tutti coloro che incontrerai: dalla diversità nascono le idee, anche se a dura fatica!

Affidati sempre a Dio nella preghiera e nelle azioni: nella Sue mani e per Lui la tua vita avrà sempre significato.

 

Milano 16 marzo 2025                                                                                  Diego

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