La bellezza è negli occhi di chi contempla

Lunedì della IV settimana di Quaresima

Lunedì della IV settimana di Quaresima

 Matteo 7, 1-5

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza
che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

#giudicare/condannare #fratello #misericordia

L’insegnamento di Gesù che scaturisce dal brano odierno affronta il tema difficile del giudicare. E’ sottile la sottolineatura che a volte lascia intendere, erroneamente, che
nessuno debba permettersi di giudicare, mentre in qualsiasi momento della nostra quotidianità siamo chiamati a mettere in atto un giudizio: giudicare gli avvenimenti, la realtà, quanto accade, una notizia, significa leggerla alla luce delle verità che, per noi cristiani, è Cristo e la Sua parola.

L’affermazione “non giudicate“, credo sia più da intendersi come sinonimo di “non condannate“.
Infatti l’atteggiamento che Gesù ci invita ad avere nei confronti dell’altro, che in questo brano è insistentemente, e non a caso, chiamato fratello, parte innanzitutto da sè stessi, dal verificare quanto il nostro modo di agire e soprattutto di guardare il fratello aderisca all’esempio che Cristo ci ha dato e continua a darci.
Credo che, in entrambi i casi, nei confronti di noi stessi e nei confronti del fratello, il punto d’origine comune è uno sguardo velato dalla misericordia: occorre farne esperienza per poterla esercitare sugli altri, anzi, a volte siamo talmente rigidi che pur avendola sperimentata stentiamo a riconoscerla e a metterla in atto nelle nostre relazioni.

E’ un percorso educativo che dura una vita, alla scuola di Gesù, invocando il suo Spirito che ci venga in soccorso, perché questo stile di correzione, di giudizio, è davvero il contrario rispetto a quello che il mondo proclama; da genitore, confesso che è davvero complesso applicare questo splendido insegnamento, mettersi in discussione in maniera feconda, farsi aiutare per aiutare.

Per questo invochiamo incessantemente il Signore, perché venga a visitare le nostre famiglie per insegnarci a crescere insieme, adulti e giovani, alla ricerca di relazioni autentiche e abitate dalla misericordia.

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