Mc 1,1-8
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Il Vangelo di Marco inizia il suo racconto non dalla nascita del bambino, dalla narrazione poetica degli angeli e dei pastori nella notte di Betlemme ma nel deserto, focalizzando l’ottica sul Battista che nel deserto praticava il battesimo.
La parola deserto in ebraico è midbar che ricorda dabar, parola. Il deserto è il luogo della Parola. È nel deserto che Mosè vede il roveto ardente e riceve la rivelazione del Nome di Dio; è nel deserto che Dio dona la Legge al suo popolo, lo incontra e si lega a lui in alleanza (Esodo 19-24); è nel deserto che si fa presente ad Elia nella “voce di un silenzio sottile”, è nel deserto che ad Osea Dio dice: “la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”.
Ecco dove nasce la Parola: nel deserto.
Nel deserto è presente Giovanni, il messaggero: il suo compito è manifestare chi è Gesù e poi scompare.
Quello che proclama è preparare la strada al Signore e la conversione in vista della remissione dei peccati. Il Signore non chiede mai che apriamo una strada davanti a noi e la percorriamo per andare a lui, ma esattamente il contrario: chiede di sgomberare la strada sulla quale egli raggiunge noi, viene verso di noi. La strada non è la nostra, ma la sua, del Signore!
La figura di Giovanni ci interpella e ci invita a riflettere.
Pur sapendo che una volta arrivato Gesù, lui si sarebbe “dimesso”, ci mette tutto l’impegno e la passione nel suo compito. Attira a sé folle di gente che arrivano da ogni luogo. Ma la popolarità non gli fa cambiare vita né lo porta a prendere lui il posto di Gesù.
La fama, il successo, l’essere importanti agli occhi di molte persone sono una delle tentazioni più forti che viviamo ogni giorno. Giovanni Battista ci aiuta a rimanere al nostro posto, ad annunciare il Signore che verrà e a non cambiare il nostro stile di vita neanche quando ricopriamo ruoli importanti o siamo un riferimento per tanta gente.
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