Matteo 7, 13-20
Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!
Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».
#frutto #Parola
Una Parola dura quella di oggi che propone un cammino esigente. Siamo chiamati a riconoscere che l’Amore ci chiama a dare il nostro meglio e a non accontentarci.
La nostra quotidianità ci pone di fronte a molti interrogativi, ci chiama a compiere delle scelte a volte complesse. Essere accogliente e disponibile verso l’amico, il collega e il vicino di casa o donare amore in famiglia non è sempre facile.
Dove poter trovare un riferimento saldo per poter affrontare le questioni che attraversano la nostra vita?
La Parola del Signore è quella roccia che ci permette di prendere decisioni coraggiose che potrebbero sembrare impossibili da compiere. Per coltivare la Speranza e la Fiducia ci viene in aiuto il Salmo 1 nel quale si recita:
“Beato l’uomo […] il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte.
Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce;” (Salmo1,1.2-3)
Da questo legame forte con la Parola possiamo riconoscere i frutti dello Spirito che agisce in noi: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22).
Mostriamoci docili allo Spirito che agisce in noi e ci plasma affinché possiamo essere sempre più simili a Gesù.
Nella giornata di oggi lasciamoci guidare da Carlo Acutis: “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’infinito è la nostra Patria.”
Una frase che ci invita a non giocare al ribasso ma ad ambire al meglio per vivere in pienezza e camminare verso l’Eternità.
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