Luigi Bisi (Milano, 1814 – 1886)
Veduta del complesso absidale del duomo di Milano
1830 circa
Olio su tela
Quando il pittore milanese, Luigi Bisi, dipinse quest’opera doveva avere circa 18 anni. Si era formato all’accademia di Brera e, attorno al 1830, stava iniziando ad affermarsi come pittore di vedute cittadine.
Questo scorcio del Duomo era assai diffuso all’epoca, perché permetteva di sottolineare la grandiosità dell’architettura dell’abside, caratterizzata dalle grandi vetrate e da venature alte e sottili, sormontate da una selva di statue e guglie, capolavoro del gotico lombardo. L’artista dimostra di aver ben appreso le lezioni di prospettiva del suo maestro, Giovanni Migliara.
L’imponenza architettonica fa da contraltare alle piccole figure umane che si muovono in primo piano. Si notano soprattutto gli operai della fabbrica del Duomo che svolgono varie attività: a destra uno scalpellino sta tagliando un blocco di marmo, poco avanti altri due stanno trasportando un blocco verso la fabbrica, mentre alcuni passanti curiosi si fermano ad osservare i lavori (un passatempo praticato e amato da secoli, a quanto pare!).
In primissimo piano, in ombra, si nota un cumulo di pietre. Sono i blocchi di marmo che provengono dalle cave di Candoglia, giunti al termine del lungo viaggio attraverso il lago Maggiore, il Ticino e il grande sistema dei navigli, creato per condurli fino a pochi passi dalla cattedrale.
Un detto recita che “la fabbrica del Duomo non chiude mai”, perché la sua edificazione ha richiesto vari secoli e il suo mantenimento ha necessitato e necessita tuttora di interventi continui. Per questo motivo, mi sembra bello sottolineare questo particolare delle pietre in primo piano: il Duomo è certamente un’opera grandiosa, ma che richiede una cura e una tutela costanti. Le tante persone operose ai suoi piedi sono la chiave per portare avanti questo importantissimo lavoro. Credo che ognuno di noi possa riconoscersi in esse, a seconda della propria indole e attitudine.
Il protagonista dell’opera è il Duomo di Milano, ma, senza le innumerevoli esistenze che nel corso dei secoli si sono spese per la sua progettazione, costruzione, rifacimento e restauro, esso non esisterebbe.
Ilaria Cremona
No comments yet. Be the first one to leave a thought.