Gv 14, 2-7
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai
detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi
prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse
Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la
via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete
anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
#assenza #relazione #amore
In questo brano Gesù, parlando del Regno dei Cieli, rassicura i discepoli dicendo loro che va a “preparare un posto”, ma preannuncia anche un periodo di assenza “quando sarò andato” … ”verrò di nuovo”.
Per quanto possa sembrare un controsenso, sembra che questa assenza sia necessaria per costruire e rafforzare la relazione con Lui.
Anche noi di fronte a questo controsenso e di fronte al timore della solitudine, probabilmente ci sentiamo un po’ come Tommaso e ci verrebbe da chiedere a Gesù: “perché te ne vai?”, “non sappiamo
dove vai”, “come facciamo a raggiungerti?”.
La risposta di Gesù indica che la nostra relazione con Lui va coltivata anche nell’assenza.
Quante volte ci è capitato di voler bene a qualcuno anche quando non c’è, quando non lo si vede e non lo si sente? Probabilmente è proprio in quei momenti che la relazione con quel qualcuno che si ama si rafforza, perché il nostro amore è più grande di una distanza o di una semplice rassicurazione.
Se invece l’assenza e la lontananza fanno smettere la relazione, allora vuol dire che non c’era amore.
Come vivo le mie relazioni con chi amo durante un periodo di lontananza?
Mi fido di Gesù anche quando sembra non esserci o sembra non rispondermi?
Come vivo questi momenti? Mi sento abbandonato? Oppure confido che sua assenza è funzionale a prepararmi un posto nella casa del Padre?
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