Buongiorno a tutti, sono Emy.
Sono arrivata in Italia dopo un lungo viaggio, fatto in parte con mio marito, in parte da sola… o meglio, con i miei 2 figli … ancora più precisamente, con i miei 3 figli… dato che presto nascerà Ada. Ci ho messo un po’ a scegliere questo nome, nel mio Paese non è così importante pensare al nome con mesi di anticipo… quando il bambino nasce, la Vita ti suggerisce come chiamarlo. Tutti però qui hanno insistito, allora ho pensato che chiamerò la mia bimba Ada, con lo stesso nome della suora che tanto si è presa cura di me quando sono arrivata, e che ancora mi aiuta molto. Le sono tanto grata, e voglio esprimere la mia riconoscenza così.
Devo dire che vivere la gravidanza in Italia è una cosa davvero complicata: ogni settimana c’è un esame, una visita, un controllo… faccio tanta fatica a capire perché devo continuamente andare in ospedale… io non sono malata, sono solo incinta! Da me, partorire è la cosa più naturale del mondo, per me è stato così… sia Irène, sia Joseph sono nati senza controlli e senza problemi, e
quanto ho ringraziato Dio! Già… non era scontato che nascessero sani e belli, nel mio Paese certo non è una cosa scontata non avere problemi al parto… e in effetti, a pensarci bene, è proprio una fortuna poter parlare spesso con un dottore, sentirsi dire che va tutto bene, e poter prendere delle medicine se magari c’è qualche problema…
Quando nascerà Ada, non ci sarà il suo papà, ma io e lei saremo comunque al sicuro, in un posto dove faranno di tutto per aiutarmi!
Il futuro è incerto, ma adesso non ci penso. So che a voi occidentali questa cosa non piace, siete abituati a programmare tutto e a pensare al domani. Magari sbaglio, ma io penso all’oggi. Ho 2
figli, 3 con Ada e penso a vivere giorno per giorno.
Al momento sono accolta in una struttura, ho un tetto caldo sulla testa, ho cibo, medicine, i miei bimbi vanno a scuola. Tutti mi dicono che poi sarà dura…va bene, lo capisco, ma adesso tante persone sono per me come degli angeli, e credo che la provvidenza mi aiuterà anche in futuro. Mi rimboccherò le maniche, e mio marito un giorno riuscirà ad arrivare qui. Non posso chiedere di più dalla Vita, ringrazio Dio ogni giorno e lo prego perché benedica tutte le persone che mi danno una mano.
Non posso in questo momento restituire il bene che ricevo, posso solo pregare, ringraziare e benedire. Nel mio Paese questo è molto!
(Storia liberamente ispirata da uno dei tanti incontri lavorativi che chi scrive ha avuto la fortuna di avere in questi anni)
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